
Continua la pubblicazione di articoli, sul tema del rinnovamento liturgico.
L'articolo è tratto da " Note al culto cristiano " di P. Ricca
pubblicato su rete di liturgia 1996.
Un culto con le caratteristiche sopra descritte, preparato settimana dopo
settimana in maniera non ripetitiva per l'edificazione della chiesa, è
possibile solo a due condizioni:
(a) la prima è che si costituisca un gruppo di persone (all'interno del quale
vi dovrà anche essere, possibilmente, un ricambio periodico dei
componenti) che dedichi ogni settimana diverse ore di lavoro (serale) per
preparare, mettendola per iscritto, l'intera liturgia (solo avendo sotto gli
occhi il testo della liturgia è possibile parteciparvi a pieno, non solo col
cuore ma anche con la voce). Una liturgia settimanale che pratichi la libertà
dello Spirito (senza cadere nelle stravaganze), che attinga a piene mani alla
miniera inesauribile della Sacra Scrittura (senza riproporre sempre gli stessi
passi e versetti mille volte uditi), che realizzi i criteri della coralità e della
polifonia (che quindi superi il modello monologico ed esplori la possibilità
di linguaggi diversi da quello religioso), non può nascere dalla mente di una
sola persona, per quanto dotata in questo campo possa essere. E'
indispensabile un lavoro di équipe.
(b) La seconda condizione è che molti membri di chiesa (possibilmente
tutti) vivano per così dire in una sorta di culto permanente durante la
settimana, nel senso di sentirsi accompagnati (in casa, sul lavoro, negli
affetti, negli svaghi, leggendo il giornale, guardando la TV) da questa
domanda (o una analoga): “Come posso contribuire, domenica prossima, a
edificare la chiesa nel culto? Quale momento di ciò che ho vissuto in questi
giorni può entrare a far parte del culto che celebriamo insieme a gloria di
Dio e per l'edificazione comune”? Può trattarsi di un pensiero, di
un'impressione, di un incontro, di una domanda, di un'inquietudine, di una
gioia, di una delle mille cose che compongono la nostra vicenda quotidiana
e che possono diventare oggetto di comunicazione e riflessione comune
oppure di preghiera.
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