
( fonte Rete di Liturgia -Anna Maffei Teologia-Cristologia e culto comunitario )
I criteri d’analisi
Quali possono essere i criteri per una tale analisi? Ne ho considerati alcuni, ma
ovviamente ce ne possono essere degli altri:
a) il tipo di comunicazione (unilaterale, dialogica, persuasiva, diretta, indiretta,
autoritaria ecc.);
b) il ruolo della parola biblica e della predicazione;
c) la dimensione temporale (enfasi sul passato, sulla contemporaneità o sull’attesa e
sul futuro);
d) le linee teologiche principali;
e) il tipo di liturgia (a schema fisso, flessibile o lasciato all’estemporaneità);
f) la conduzione del culto e la partecipazione;
g) il modo di gestire i “segni” e in generale la gestualità;
h) l’autocomprensione della chiesa;
i) l’idea complessiva del culto;
j) il linguaggio usato (inclusivo oppure tradizionalmente maschile, arcaico o
aggiornato ecc.)
La schematizzazione che segue, forse è superfluo chiarirlo, non è – appunto – che
una schematizzazione e dunque una semplificazione che serve solo per aiutarci
nell’analisi che stiamo tentando. E’ chiaro che essa può dare adito a delle forzature.
Ed è anche chiaro che è difficile rientrarvi completamente. Speriamo che possa
comunque essere utile per autocomprenderci meglio.
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