martedì 27 novembre 2007

“Insieme in nome della solidarietà: indifferenza o partecipazione ?”

Il 24-25 Novembre, a Pachino, c’è stata una manifestazione dal titolo “Insieme in nome della solidarietà: indifferenza o partecipazione ?” – Si sono ricordati i giovani eritrei che sono morti annegati, circa un mese fa, davanti alle coste di Vendicari.

La manifestazione ha avuto luogo nella palestra di una scuola di Pachino e l’indomani davanti ad una spiaggia di San Lorenzo, dove si sono lanciati dei fiori non solo di commemorazione ma anche di speranza.

Tra le altre cose, ci sono stati due momenti di raccoglimento interreligioso con la partecipazione di un sacerdote cattolico, del pastore valdese e di un componente della comunità islamica.

Si è sottolineato come il Signore, sia che si chiami Dio o Allah, chieda da sempre ai suoi fedeli di operare bene e di esercitare misericordia soprattutto nei confronti degli emarginati, delle persone indifese, degli stranieri nel bisogno. Ma puntualmente questa esortazione spesso cade nel vuoto e ci comportiamo come quel levita e quel sacerdote della parabola che, vedendo un ferito percosso dai ladroni, lo lasciano in balia di se stesso, impegnati come sono in altri affari.

A tal proposito vorrei ricordare una parte dell’appello che molte organizzazioni, tra cui “Riforma”, ha lanciato in occasione dell’ultimo ramadan:

“…Dobbiamo costruire speranza e convivialità in un mondo senza più guerre e dove tutti, maschi e femmine, credenti e non credenti, popoli di tutti i continenti, prendano coscienza del fatto di appartenere alla stessa umanità … Purtroppo, in questi anni, i mezzi di comunicazione di massa non cessano di suonare la marcia funebre della guerra e dell’odio fra le nazioni, i popoli, le religioni e le culture diffondendo razzismo e violenza … E’ allora necessario che vi siano delle iniziative dal basso … che mettono a contatto donne e uomini delle varie religioni e senza religione, che si incontrano per dire che non ne possono più di odio e di religioni al servizio dei potenti di turno, che spingono i propri aderenti a combattere contro altre donne e uomini di fede diversa …Abbiamo bisogno gli uni degli altri per poter lasciare il mondo migliore di come ognuno di noi lo ha trovato. Sollecitiamo le organizzazioni cristiane e musulmane, che in questi anni si sono mobilitate per il dialogo, a tenere incontri congiunti … sforzandosi di pensare a cosa poter fare e su quali temi, partendo dalla propria realtà locale, per rimettere in moto il popolo del dialogo …”.

A Pachino, un incontro del genere, di approfondimento e di ricerca di iniziative valide, lo faremo mercoledì 28 Novembre. Speriamo che non cada in un insieme di parole ma sia l’inizio di un percorso comune fatto di monitoraggio, di iniziative concrete, di coordinamento tra le forze interessate, di proposte rivolte all’Ente pubblico e alle Istituzioni in genere, ecc.

Fraterni saluti a tutti, nino gullotta

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