martedì 13 novembre 2007

Lo Stato oltraggiato dalla Chiesa non reagisce

Da rifondazionebrescai.itNella recente vicenda che ha visto protagonista l'onorevole Vladimir Luxuria in una chiesa di Foggia emerge un profilo gravissimo che la stampa istituzionale si è dimenticata di mettere in evidenza.
Lo Stato Italiano, la Repubblica, la nostra Nazione sono stati oltraggiati in modo gravissimo da un esponente di un'organizzazione che fa capo ad uno stato straniero, sovrano.
I fatti sono presto detti. Una cugina del deputato di Rifondazione si sposa, chiedendo al cugino di farle da testimone. Il vescovo di Foggia lo vieta e il caso finisce sui giornali. Il parroco spiega che la decisione non dipende dal fatto che Luxuria è omosessuale; poiché non crede nei valori della famiglia il parroco non sa cosa possa testimoniare. Sottolineando poi che le scelte di vita personali sono un'altra cosa e che questo gli l'ha già spiegato. Vediamo ciò che non va in tutta questa brutta faccenda:
  1. Luxuria non è omosessuale è un transgender. Evidente una scarsa dimestichezza dei servi della chiesa con quello che la natura può "proporre";
  2. Il testimone di nozze (quand'anche con il matrimonio concordatario, quindi religioso con effetti civili), serve solo a accertare i fatti e a sottoscrivere le relative dichiarazioni. Non è come madrina e padrino che si impegnano a curare l'educazione religiosa dei pargoli battezzati.
  3. Art. 22 della Costituzione: Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome. Il tenore letterale è evidente e non si presta ad interpretazioni: nessuno può condizionare un cittadino nel pieno delle sue facoltà e dei suoi diritti, impedendogli di compiere un atto pubblico.
  4. art. 67 della Costituzione: Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Un vescovo e un pretucolo hanno commesso un abuso gravissimo, attraverso il quale hanno offeso un deputato rappresentante della Nazione e quindi tutta la Nazione, non intesa come individui ma come collettività portatrice di diritti e di valori.
  5. In base al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122 (misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa, altrimenti noto come legge Mancino) si potrebbero ravvisare nel comportamento del vescovo e del parroco un'ipotesi di reato. E la fattispecie, se provata, potrebbe comportare un'estensione della responsabilità anche a tutta la diocesi di Foggia.
Tutto ciò è veramente inaccettabile e ogni cittadino dovrebbe sentirsi i dovere di esprime il pieno disprezzo nei confronti del vescovo di Foggia e del suo tirapiedi, i quali dovrebbero essere deplorati pubblicamente, censurati dalle più alte cariche dello Stato e sottoposti ad indagini per ravvisare l'eventualità di ipotesi di reato.

Ma noi non siamo nella civile Francia e quindi questo non accadrà. Alleluja!

Guido Allegrezza

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