Ora di religione: le osservazioni Unicef
di Raffaele Carcano
Risalgono a quattro anni fa, le Osservazioni conclusive rivolte all’Italia dal Comitato sui diritti dell’infanzia, in seguito all’esame del secondo Rapporto periodico sullo stato della Convenzione sui diritti dell’infanzia, presentato allo Stato italiano il 21 marzo 2000. L’esame del Rapporto italiano, riporta il sito Unicef, è avvenuto nel corso della XXXII Sessione del Comitato, il 31 gennaio 2003. Vi si può leggere quanto segue:
Libertà di pensiero
29. Il Comitato esprime preoccupazione relativamente al fatto che, come indicato nel rapporto dello Stato parte [par.147], i bambini, soprattutto nelle scuole elementari, possano essere emarginati se si astengono dall’insegnamento religioso, incentrato essenzialmente sulla confessione cattolica. Inoltre, il Comitato esprime preoccupazione per il fatto che i genitori, in particolar modo quelli di origine straniera, non sempre sono al corrente della non obbligatorietà dell’educazione religiosa.
30. Ai sensi degli artt. 2, 14 e 29 della Convenzione, il Comitato raccomanda che lo Stato parte assicuri che i genitori, in particolare quelli di origine straniera, quando compilano i relativi moduli, siano a conoscenza della non obbligatorietà dell’educazione religiosa cattolica.
Quattro anni dopo la situazione è identica. Ministri dell’istruzione come Moratti e Fioroni si farebbero mettere ai ceppi, piuttosto che togliere qualche opportunità riservata alla Chiesa cattolica.
sabato 8 dicembre 2007
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