giovedì 3 gennaio 2008

Entrare in amicizia con chi noi siamo

Identifichiamo la spiritualità con la ricerca di una sicurezza più grande. In questo c’è un terribile errore.
Definisce questo atteggiamento che segna oggi tutte le religioni: materialismo spirituale ovvero il fatto di utilizzare la spiritualità per ottenere un confort maggiore.
Ce ne serviamo come di un divano nuovo che ci fa sentire più a nostro agio.
La meditazione che ci dà un po’ di pace o la benedizione di un lama che ci rassicura non hanno niente a che vedere con il senso autentico della via iniziatica. Invece di premunirci contro la vita, di cercare delle fortezze per nasconderci, è importante riconoscere la realtà così com’è.
Nessuna tradizione religiosa può servirci da cerotto per proteggerci dalla realtà.
Al contrario, bisogna accettare la vulnerabilità del cuore umano – che è il nostro tesoro più vero.
Siamo un po’ pazzi!
Sfuggiamo a quello che abbiamo di più prezioso, la nostra dolcezza e cerchiamo con sforzi incessanti di rassicurarci, di proteggerci - in realtà spegnendo la vita dentro di noi.
Ma momenti in cui siamo toccati dal mondo, dall’incontro con qualcuno, da un amico che soffre, da un acquazzone improvviso o dalla vista di un paesaggio magnifico certo non mancano. Ma poi cerchiamo di coprire questi momenti di nudità – racchiudendoci in mondi di cartapesta.
Non c’è nessuna garanzia, nessuna promessa,
ecco la buona notizia!
Non dobbiamo fuggire dal nostro mondo, scappare da ciò che siamo.
Dobbiamo entrare in amicizia con chi noi siamo.

Quante volte abbiamo cercato di entrare in contatto con il nostro cuore, pienamente e realmente.
Quante volte ci siamo spogliati temendo di scoprire qualcosa di atroce? Quante volte siamo stati capaci di guardarci allo specchio senza sentirci a disagio? Quante volte abbiamo cercato di tirarci fuori non leggendo i giornali, non guardando la televisioni o distraendoci?
Ecco la questione cruciale: in quale misura abbiamo intrattenuto un vero rapporto con noi stessi durante la nostra vita?


"Al di là del materialismo spirituale" di Chögyam Trugpa Rimpoche

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