martedì 22 gennaio 2008

Il “Pater Noster” dei violenti

Quale preghiera, vorrei sapere, recitano i soldati nelle messe?
“Padre nostro”. Osi chiamarlo “padre”, tu che
vuoi tagliare la gola al tuo fratello?
“Sia santificato il tuo nome”. Che cosa c’è che
disonori il nome di Dio più delle battaglie?
“Venga il tuo regno”. Preghi così tu, che con tanto
sangue hai edificato la tua tirannide?
“Sia fatta la tua volontà così in cielo come in terra”.
Lui vuole la pace e tu prepari la guerra?
Chiedi al padre comune il pane quotidiano, tu che
incendi le messi del fratello e preferisci morire di
fame tu stesso, piuttosto che egli se ne giovi?
Con che fronte pronunci quelle parole: “E rimetti a noi i nostri debiti come
noi li rimettiamo ai nostri debitori” tu, che ti appresti alla strage fraterna?
Scongiuri il pericolo della tentazione tu, che con tuo rischio provochi il rischio
del tuo fratello?
Chiedi di essere liberato dal male tu, che dal male sei ispirato ad ordire il male del tuo fratello?
( Erasmo da Rotterdam )

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